Iran: sistema di difesa aerea Majid

Iran – Il sistema di difesa aerea Majid appartiene alla generazione avanzata di sistemi missilistici a corto raggio SHORAD, sviluppati dalla Repubblica Islamica dell’Iran nell’ambito dei suoi sforzi per rafforzare le proprie capacità di difesa contro diverse minacce aeree, soprattutto in un moderno scenario bellico caratterizzato da una moltitudine di velivoli a pilotaggio remoto, missili da crociera e bersagli a bassa quota.
Questo sistema costituisce un modello avanzato di difesa missilistica passiva, in quanto si basa sulla guida elettro-ottica anziché sul radar, il che gli conferisce il vantaggio della furtività, riduce le possibilità di rilevamento e di danneggiamento e ne migliora l’efficacia in combattimenti a sorpresa e rapidi in scenari complessi.
Dati relativi al sistema
Sistema di difesa missilistica passivo (senza radar), a corto raggio e bassa quota, con elevata manovrabilità, progettato per affrontare bersagli aerei quali elicotteri, aerei da combattimento (a distanza e altitudine appropriate), veicoli aerei senza pilota e missili da crociera. Presentato per la prima volta alla 29ª Parata Militare nel 2021, è entrato in uso nell’esercitazione “Difensori del Distretto 1400”. Prende il nome dal martire Majid Qurban Khani.
Prodotto dall’Organizzazione delle Industrie della Difesa (SASAD), subordinata al Ministero della Difesa dell’Iran, nell’ambito dello sviluppo di sistemi di difesa a corto raggio e bassa quota, sfruttando la manovrabilità e la guida passiva per migliorarne la sopravvivenza sul moderno campo di battaglia.
Include quattro missili AD-08 (con possibilità di aumento a otto) ed è dotato di un sistema di controllo e guida elettro-ottico. Il tempo di risposta alla missione è di circa tre secondi. Installato su veicoli leggeri (di solito un veicolo tattico “Ares 2”), che gli conferisce elevata mobilità e la capacità di manovrare e sorprendere il nemico.
Il missile ha una gittata di circa otto km e un’altitudine di intercettazione fino a circa sei km. È dotato di una telecamera termica per la guida e il puntamento del bersaglio. I missili sono alloggiati in un lanciatore tubolare sigillato, con quattro lanciatori installati sulla piattaforma, e se ne possono aggiungere fino a otto. Il missile ha quattro alette stabilizzatrici posteriori e quattro alette di controllo anteriori, che possono essere ripiegate per il trasporto. Il missile utilizza un propellente solido senza fumo, che riduce la probabilità di individuare il punto di lancio e aumenta l’elemento sorpresa.
Dopo aver individuato il bersaglio, il sistema elettro-ottico impartisce il comando di lancio. Il missile si sposta verso il punto bersaglio, lo localizza tramite la sua telecamera, lo aggancia e lo colpisce. Questo metodo è simile al principio “spara e dimentica”, quindi il sistema può essere spostato immediatamente dopo il lancio. La sua velocità massima raggiunge circa Mach 2 (circa 2450 km/h). Il lanciatore di missili è in grado di ruotare di 360 gradi, così come il sistema elettro-ottico a funzionamento indipendente.
Il sistema di rilevamento e tracciamento comprende due telecamere (una diurna e una termica) montate una sopra l’altra, che consentono un funzionamento continuo in tutte le condizioni atmosferiche, di giorno e di notte. È in grado di rilevare bersagli a una distanza massima di 15 km e di guidare simultaneamente fino a quattro missili, per una difesa multidirezionale.
In modalità normale, il sistema traccia un singolo bersaglio e guida un singolo missile. In modalità di scansione continua, è possibile rilevare più bersagli da tutte le direzioni, riducendo il rischio di essere colti di sorpresa e consentendo lanci contro bersagli multipli.
Il sistema può essere combinato con il radar “Kashef 99” per migliorarne la precisione, nonché con il sistema di controllo “Burhan”, che utilizza l’intelligenza artificiale per analizzare i dati provenienti da più sistemi e dirigere intercettazioni precise e rapide.
Secondo la rivista Military Watch, l’Iran avrebbe utilizzato questo sistema durante la guerra in corso per abbattere un caccia americano F-35. Secondo quanto riportato, durante la “Guerra dei dodici giorni”, il sistema riuscì ad abbattere almeno due droni “Heron” e un altro “Super Heron” nella provincia del Lorestan.
di Redazione



