Medio Oriente

Sayyed Mojtaba Khamenei nuovo leader iraniano

Nella giornata di ieri, milioni di iraniani si sono radunati in tutto il Paese per giurare fedeltà al neo-nominato Leader della Rivoluzione Islamica e della Repubblica Islamica dell’Iran, Sayyed Mojtaba Khamenei. Le imponenti manifestazioni di sostegno si sono svolte nonostante l’aggressione israelo-americana in corso.

Chi è Sayyed Mojtaba Khamenei?

Le manifestazioni si sono svolte poche ore dopo l’elezione da parte dell’Assemblea degli Esperti di Sayyed Mojtaba Khamenei come nuovo leader del Paese, succedendo al padre, il martire Sayyed Ali Khamenei, ucciso nei primi attacchi dell’aggressione israelo-americana contro l’Iran il 28 febbraio.

La decisione segna una transizione storica per la leadership iraniana in un momento di incertezza globale senza precedenti, derivante dall’aggressione israelo-americana contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

Sayyed Mojtaba Khamenei, 56 anni, è nato nel 1969 nella città santa di Mashhad e ha trascorso tutta la sua vita immerso nella politica rivoluzionaria e negli studi religiosi. A differenza di molti successori politici che raggiungono la notorietà attraverso posizioni governative formali, Sayyed Mojtaba è salito alla ribalta attraverso canali informali, costruendo una vasta rete di relazioni con l’apparato di sicurezza iraniano, le istituzioni religiose e gli ambienti politici.

Una vita plasmata dalla Rivoluzione

L’infanzia di Mojtaba si è svolta durante il periodo più formativo della Repubblica Islamica. Crebbe in una famiglia profondamente religiosa e politica, nel cuore delle istituzioni rivoluzionarie. La sua precoce esperienza con la costruzione dello Stato, i processi decisionali e la governance gli ha fornito una conoscenza approfondita della macchina politica iraniana che pochi contemporanei possiedono.

Durante gli anni della sua formazione, scelse di proseguire gli studi religiosi avanzati presso i seminari di Qom, il principale centro teologico dell’Islam sciita. Lì, si dedicò allo studio della giurisprudenza islamica (Fuqh) e dei principi della legge islamica (Sharia), raggiungendo i livelli più alti dell’istruzione seminaristica, che precede il rango di marja’ (fonte di emulazione). Questa formazione accademica lo distinse da molte figure politiche iraniane e gli fornì le credenziali religiose necessarie per la guida della Repubblica Islamica.

La traiettoria dell’influenza politica di Sayyed Mojtaba è stata plasmata in modo significativo dalla guerra Iran-Iraq che ha dominato gli anni ’80. Durante questi anni formativi, si è affiliato al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc), prestando servizio in unità militari al fianco di combattenti che sarebbero poi diventati comandanti di spicco dell’apparato di sicurezza iraniano. Questi legami in tempo di guerra si sono rivelati decisivi, poiché ora gode della piena fiducia della leadership militare e della sicurezza per guidare l’Iran attraverso l’attuale guerra contro il Paese. L’esperienza condivisa della “Sacra Difesa” contro l’Iraq ha creato una schiera di leader legati dal rispetto reciproco, da un’ideologia condivisa e dalle cicatrici di battaglia.

Potere senza portafoglio

Ciò che ha caratterizzato l’ascesa di Sayyed Mojtaba è stata la sua capacità di accumulare influenza senza ricoprire posizioni formali di rilievo. Per decenni è rimasto in gran parte lontano dagli occhi del pubblico, eppure il suo nome è diventato sempre più centrale nelle analisi delle dinamiche di potere dell’Iran. Si dice che abbia svolto ruoli chiave nel coordinamento delle iniziative politiche, nella creazione di canali di comunicazione tra le varie istituzioni statali e nel ruolo di collegamento tra l’ufficio del Leader e gli altri rami del governo.

La sua influenza divenne particolarmente visibile durante i disordini politici del 2009, quando l’Iran affrontò la sua più grave crisi interna. Da quel momento in poi, il suo nome fu costantemente menzionato nelle discussioni sugli equilibri di potere e sul futuro orientamento della Repubblica Islamica.

Oltre alle sue reti politiche, Sayyed Mojtaba ha sviluppato autentiche credenziali religiose. Ha trascorso oltre 17 anni insegnando corsi seminariali avanzati di giurisprudenza islamica e principi del diritto islamico. I suoi contributi accademici sono stati riconosciuti da eminenti esponenti del clero e si è guadagnato il rispetto degli ambienti teologici per il suo approccio rigoroso alle scienze islamiche. Questa duplice base, sia di studi religiosi che di legami politico-militari, lo ha posizionato in modo unico per il ruolo di leadership.

Una sfida all’imperialismo statunitense

La decisione dell’Assemblea degli Esperti di eleggere Sayyed Mojtaba rappresenta un segno di continuità e di cambiamento significativo, nonché una sfida diretta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Il sistema iraniano ha tradizionalmente resistito alla successione ereditaria, e alcuni osservatori hanno notato che il martire Sayyed Ali Khamenei avrebbe espresso riserve sull’assunzione della carica da parte del figlio. Tuttavia, l’attuale contesto di successione è diverso.

Sayyed Ali Khamenei è stato assassinato in attacchi aerei congiunti Usa-Israele, in quello che i funzionari israeliani definiscono un “attacco di decapitazione” volto a paralizzare il processo decisionale iraniano e a favorire una transizione di leadership più favorevole agli interessi occidentali. Nel frattempo, Trump è intervenuto nel dibattito sulla successione, liquidando pubblicamente il figlio del defunto leader, Mojtaba Khamenei, definendolo un “inaccettabile peso leggero”. Trump ha manifestato il desiderio di un successore scelto con cura, in linea con gli obiettivi regionali degli Stati Uniti, avvertendo che il proseguimento delle politiche anti-occidentali avrebbe portato a ulteriori aggressioni.

In quest’ottica, la successione trascende il mero trasferimento del potere familiare. Si è manifestata come una sfida unitaria da parte dell’establishment clericale, dell’apparato militare e delle fazioni politiche iraniane al tentativo degli Stati Uniti di sovvertire la sovranità nazionale e imporre una volontà esterna al popolo iraniano.

Accettando la sua elezione, Sayyed Mojtaba si impegna a proseguire il percorso rivoluzionario intrapreso da Sayyed Ruhollah Khomeini e mantenuto durante i 34 anni di governo del padre. I funzionari hanno sottolineato che la transizione rappresenta la continuità con i principi consolidati, nonché un tocco di modernità per far progredire la Repubblica Islamica.

Ampio sostegno per Sayyed Mojtaba Khamenei

Le elezioni hanno ottenuto il sostegno dell’establishment politico iraniano e dei movimenti alleati in tutta la regione. Il presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che la nomina del consiglio segnerà una nuova fase per l’autosufficienza e la prosperità del popolo iraniano. Il primo vicepresidente Reza Aref ha dichiarato il suo sostegno a Sayyed Mojtaba, affermando che è “una persona sincera e capace di leadership, esperta delle questioni e degli affari del sistema e dello Stato”.

Anche l’intellettuale riformista Atta’allah Mohajerani ha annunciato il suo sostegno alla selezione, a dimostrazione del fatto che il sostegno alla transizione si estende a tutto lo spettro politico tradizionale dell’Iran. La magistratura iraniana ha confermato la legittimità del processo, con il capo del ramo giudiziario che ha osservato che l’Assemblea degli Esperti ha selezionato Sayyed Khamenei con una “stragrande maggioranza” e ha elogiato la dimostrazione da parte dell’Assemblea del suo “ruolo decisivo nel preservare la stabilità e la coesione del Paese”.

Le forze armate iraniane, attraverso il quartier generale del comando Khatam al-Anbiya, hanno dichiarato la loro disponibilità alla “completa obbedienza” al loro nuovo leader e hanno rinnovato la loro fedeltà ai principi delle figure fondatrici della Rivoluzione Islamica.

Alleati regionali esprimono fiducia

Le elezioni hanno ricevuto anche il sostegno degli alleati regionali dell’Iran. Il presidente del Consiglio politico supremo di Sana’a, Mahdi al-Mashat, ha definito la scelta come “un indicatore della forza e della coesione dell’Iran”, mentre l’ufficio politico del movimento yemenita Ansarullah ha espresso fiducia nel fatto che l’Iran “procederà verso il raggiungimento di una grande vittoria che plasmerà le caratteristiche di dignità e onore della nazione nell’affrontare l’arroganza globale”.

Il leader iracheno Kata’ib Hezbollah, parlando tramite il Segretario generale Abu Hussein al-Hamidawi, ha definito la selezione una prova della “profonda intuizione e lungimiranza” dell’Assemblea degli Esperti nell’eleggere un leader capace di portare avanti la bandiera dei movimenti di Resistenza in mezzo alle “sfide destabilizzanti” che la regione si trova ad affrontare.

Il movimento libanese Hezbollah si congratula con la Repubblica Islamica dell’Iran, la sua leadership e il suo popolo per l’elezione di Sayyed Mojtaba Khamenei come terza Guida della Rivoluzione Islamica, succedendo a un nobile predecessore: il maestro dei leader dei martiri della nazione, l’Imam Sayyed Ali Hosseini Khamenei (che Allah sia soddisfatto di lui), che ha raggiunto il martirio dopo decenni di lotta e saggia leadership che hanno salvaguardato il corso della Rivoluzione Islamica e stabilito saldamente un percorso di dignità, indipendenza e forza di fronte alle forze dell’arroganza globale.

di Redazione

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