Ucraina: quattro anni di guerra tra bugie e propaganda

Per raccontare bene una lunga storia, a volte, è necessario partire da un’immagine. Donetsk, Ucraina, 29 agosto 2014. Se oggi si potesse arrivare in quella cittadina, si potrebbe vedere il monumento dedicato a Kirill Sidoryuk che all’epoca aveva 13 anni. La guerra d’Ucraina, quella che l’Occidente ha imparato a conoscere “solo” da quattro anni a questa parte, ancora non c’era. C’era un’altra guerra, sconosciuta per volontà. Le bombe che hanno ammazzato il ragazzino che ha fatto da scudo alla sorellina erano bombe ucraine, bombe che l’Occidente ha sistematicamente ignorato.
Ucraina 2022-2026
Il conflitto ancora in corso non è stato mai guardato con freddo e severo pragmatismo, chi lo ha fatto è stato inscritto tra i putiniani e pubblicato nella prima pagina del quotidiano più venduto in Italia, il Corriere della Sera.
Quello che l’Unione Europea ha fatto e continua a fare, è fantasticare su obiettivi militari irraggiungibili in quanto basati su dei fatti completamente distaccati dalla realtà. Ursula von der Leyen, Antonio Costa, Roberta Metsola, Kaja Kallas e tante altre mezze figure non fanno altro che ripetere quanto sia in difficoltà la Russia, della totale debacle dell’esercito russo e di un’economia pronta a collassare da un momento all’altro.
È vero che la Russia non ha raggiunto tutti i suoi obiettivi, ma sta avanzando anche se a un costo elevatissimo. Tutto ciò contrasta con il folle riarmo europeo: perché armarsi sino ai denti se si deve armare un esercito allo stremo senza nessuna speranza di vittoria?
La verità è che l’Ucraina, ascoltando le “follie dell’imperatore”, ha condannato a morte una parte consistente della sua popolazione mentre altri quattro milioni sono fuggiti e molti altri si nascondono per non essere arruolati e diventare carne da cannone.
di Sebastiano Lo Monaco



