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Niscemi, iniziano i lavori… per il Muos

Niscemi si trova nella parte d’Italia sbagliata, troppo a sud, troppo lontana da Roma e dal Nord produttivo e coccolato. Il paese in provincia di Caltanissetta può aspettare mentre il costone franoso continua sbriciolare palazzi e i ricordi in essi contenuti.

I politici hanno fatto la loro comparsata con i falsi volti affranti e con la naiveté delle anime candide, Nello Musumeci su tutti, che si è detto sorpreso di quanto avvenuto e che vi saranno delle indagini. Sarebbe da chiedergli dove si trovasse lui negli anni precedenti vista la meraviglia.

Niscemi: misure di mitigazione dell’erosione

Questa è la dicitura di un cartello che si trova a Niscemi; il suddetto cartello sarebbe una buona notizia se si trovasse nella parte “giusta” della cittadina e non in quella dove sventola la bandiera a stelle e strisce. Si torna a parlare di Muos, il sistema di difesa che è stato sempre osteggiato dalla popolazione ma non dalla politica.

Mentre i governi, gestione Musumeci compresa, ignoravano gli allarmi, dalla parte “americana” si correva ai ripari perché non sia mai che il padrone si dispiaccia e che il sistemi crolli come le case di comuni cittadini. Così, mentre il governo fa ammuina, per il Muos si sono già aggiudicati i lavori per mettere in sicurezza il costone e garantire il drenaggio delle acque riducendo il rischio di erosione.

Quindi, mentre la documentazione e gli appelli rimangono lettera morta nei cassetti degli uffici regionali, il Muos si porta avanti e trova tutte le autorizzazioni e le porte aperte tanto che il 2 febbraio, in piena emergenza, si trova un’azienda che pubblica sul suo sito l’aggiudicazione dei lavori.

Il 5 settembre 2025, la Regione dà il nullaosta al progetto di messa in sicurezza che non comporta danni ad un sistema ambientale già distrutto dall’installazione delle antenne, accanto alla sugherata più grande della Sicilia. A leggere attentamente tra le righe risultava evidente, anche alla Regione, il contesto fragile su cui sorge Niscemi.

A settembre si parla di dissesto idrogeologico, di canali  per le acque meteoriche, tutti interventi che andrebbero fatti anche dall’altra parte del costone a 3Km dal Muos. I “No Muos” hanno manifestato denunciando i continui “interventi di adeguamento e ampliamento” dell’area dove sorge l’installazione. La frana era prevedibile, si è optato per difendere le antenne perché è più conveniente non fare arrabbiare il padrone.

di Sebastiano Lo Monaco

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