Francesca Albanese ancora sotto attacco

Francesca Albanese mette la faccia in ciò che fa, ma soprattutto la passione, visto che l’incarico ricoperto è del tutto gratuito. Non solo, negli ultimi anni, la sua persona è stata oggetto di critiche furibonde, di minacce e di uno scandaloso embargo sulla sua persona che, il governo italiano, si è rifiutato di condannare. Sì perché la sua colpa è quella di indicare il “Re nudo”, ossia che Israele è un’entità genocida.
I governi, soprattutto quello italiano, genuflessi ai desiderata dell’amico e alleato tacciono sulle malefatte. L’aereo del premier sionista continua a svolazzare sui cieli dell’intero mondo nella totale impunità perché ricordiamolo, sulla testa di Netanyahu pende un mandato di arresto internazionale.
L’attacco della Francia a Francesca Albanese
Accuse false, informazioni manipolate, frasi estrapolate dal contesto: questo è quello che ha messo in atto il moribondo governo francese guidato da Macron. Parlando di Francia verrebbe in mente “L’affaire Dreyfus”, il capitano dell’esercito transalpino, ebreo, degradato e accusato di essere una spia nel 1894.
Non bastavano le sanzioni del governo degli Stati Uniti, l’ostilità del governo italiano, quello dell’entità sionista e degli analfabeti funzionali di tre quarti di mondo.
Ancora una volta, la Relatrice Speciale dell’Onu per la Palestina si trova un bersaglio disegnato sulla schiena, costruito ad arte dai governi complici con Israele. A scoccare la freccia è stato il ministro degli Esteri Barrot: “La Francia condanna senza riserve le dichiarazioni della signora Francesca Albanese che prendono di mira il governo israeliano di cui è lecito criticare la politica, ma non come popolo e come nazione”. Apriti cielo! Si accodano tutti i destrorsi e complici che armano la mano criminale sionista: tutti sono pronti a chiederne le dimissioni.
J’accuse!
Le accuse sono del tutto inventate, false, pretestuose perché nel video di quattro minuti niente di quello per la quale viene accusata compare. Francesca Albanese non ha mai accusato il popolo israeliano, non ha mai giustificato l’attacco di Hamas e non ha mai azzardato parallelismi con il Terzo Reich. Cosa ha detto realmente? Questo: “Il fatto che invece di fermare Israele, la maggior parte del mondo l’abbia armato, gli abbia fornito scuse politiche, copertura politica, sostegno economico e finanziario è una sfida. Il fatto che la maggior parte dei media nel mondo occidentale abbia amplificato la narrazione pro-apartheid e pro-genocidio è una sfida […]. Noi che non controlliamo grandi quantità di capitali finanziari, algoritmi e armi ora vediamo che come umanità abbiamo un nemico in comune: il sistema che sostiene il genocidio è il nemico comune, quindi anche le cancellerie occidentali”. Il resto è complicità in un genocidio portato avanti da tutti i governi che sostengono Israele.
di Sebastiano Lo Monaco



