Hezbollah: “Siamo in una fase di difesa, non di resa”

Il segretario generale di Hezbollah, lo sceicco Naim Qassem, ha affermato che “Israele sta prendendo di mira tutto il Libano“. Ha sottolineato che la Resistenza rimane la priorità, ma ha manifestato la volontà di dialogare per contrastare gli attacchi.
Lo sceicco Naim Qassem, ha dichiarato martedì che il gruppo si trova in una necessaria fase difensiva per proteggere il territorio, l’esistenza e la sovranità del Libano, e non in una posizione di resa. Ha affermato che l’obiettivo di Israele, con il pretesto di disarmare Hezbollah, è quello di neutralizzare l’esistenza stessa del Libano. Qassem ha sottolineato che il conflitto è un’aggressione israeliana contro l’intera nazione, rendendo la Resistenza nazionale unita un dovere per tutti i libanesi, e ha criticato le voci interne allineate alle pressioni esterne.
Qassem si è dichiarato disponibile al dialogo con coloro che si impegnano a respingere l’aggressione, ma ha esortato i negoziatori libanesi a resistere alle pressioni statunitensi e israeliane sull’opinione pubblica libanese. Ha trasferito la responsabilità dell’attuazione del cessate il fuoco al Comitato internazionale del Quintetto, chiedendo che Israele ne rispondesse invece di esercitare pressioni sul Libano. Ha inquadrato la lotta come parte di un più ampio confronto contro l’egemonia americana senza freni che viola i diritti nazionali.
Per quanto riguarda la politica interna, Qassem ha affermato che l’alleanza tra Hezbollah, il Movimento Amal e l’esercito libanese è una risorsa nazionale vitale. Ha difeso il ruolo del suo blocco nell’elezione del presidente e nell’approvazione del bilancio per mantenere la stabilità, accusando al contempo gli altri ministri di fomentare conflitti. Ha ribadito il suo sostegno allo svolgimento di elezioni nel rispetto della legge e ha espresso piena fiducia nella resilienza dell’Iran contro Stati Uniti e Israele.
Queste dichiarazioni sono state rilasciate nel contesto delle azioni militari israeliane in corso nel Libano meridionale e dell’occupazione delle zone di confine, nonché dei dibattiti interni sulle imminenti elezioni parlamentari e sulla legge elettorale. Il discorso di Qassem posiziona Hezbollah come una forza difensiva e unificante contro le aggressioni esterne, pur destreggiandosi tra complesse tensioni politiche interne.
di Redazione



