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Arabia Saudita ed Emirati Arabi: disputa di potere dallo Yemen al Corno d’Africa

La disputa tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si è trasformata in una vera e propria lotta di potere, in cui si intersecano considerazioni di sicurezza, politiche ed economiche, e i cui fronti si estendono dallo Yemen meridionale al Corno d’Africa e al Mar Rosso. Dopo anni di stretto coordinamento nella guerra yemenita, Riad sembra aver deciso di assumere il controllo completo della situazione, ponendo di fatto fine a qualsiasi partnership con Abu Dhabi e intraprendendo un percorso unilaterale che riflette una ridefinizione dei propri interessi e strumenti regionali.

In Yemen, il sud è divenuto il punto critico. Mentre l’Arabia Saudita si è concentrata fin dall’inizio sul sostegno al governo di Aden e sul mantenimento dell’unità del Paese, gli Emirati Arabi Uniti hanno perseguito una strada diversa, costruendo una rete di forze locali, in particolare separatiste, e consolidando la propria influenza attraverso il controllo di porti, località costiere e isole. Questa divergenza, contenuta per anni sotto l’egida della guerra contro Sana’a, è emersa quando le forze sostenute dagli Emirati Arabi Uniti sono avanzate ad Aden, Hadramawt e Al-Mahra, raggiungendo praticamente il confine saudita.

Questione di sicurezza nazionale

La risposta di Riad è stata decisiva. La gestione del dossier yemenita è stata spostata dai canali diplomatici al livello militare diretto, sotto la supervisione del Ministro della Difesa Khalid bin Salman, a chiara indicazione che veniva trattato come una questione di sicurezza nazionale. A ciò si è accompagnato l’avvio di due percorsi paralleli nel sud: in primo luogo, la richiesta di un dialogo Sud-Sud che mantenesse l’opzione di uno Yemen unificato, concedendo al contempo poteri più ampi ai governatorati meridionali; e in secondo luogo, la formazione del “Comitato Militare Supremo”, che mira a unificare il processo decisionale militare e a porre tutte le formazioni locali sotto un unico comando sponsorizzato dall’Arabia Saudita.

Questi passi rappresentano un tentativo di smantellare la struttura che gli Emirati Arabi Uniti avevano costruito nel corso degli anni, basata su attori non statali e reti di sicurezza locali. Riyadh accusa Abu Dhabi di indebolire questo nuovo approccio mobilitando i suoi alleati, orchestrando il caos in termini di sicurezza e incitando manifestazioni, in particolare ad Aden, minacciando così di riaccendere l’instabilità.

Ma il conflitto non si esaurisce nello Yemen. Un rapporto pubblicato dal Washington Post colloca la disputa in un contesto più ampio, collegandola al Mar Rosso e al Corno d’Africa, dove gli Emirati Arabi Uniti hanno costruito una vasta rete di influenza che comprende porti, basi militari e investimenti strategici in Somalia, Somaliland e Puntland, oltre a una presenza significativa in Sudan e Libia. Secondo i diplomatici sauditi, questa espansione contraddice la visione di Riad di queste regioni come parte della sua “cintura di sicurezza strategica” e minaccia di destabilizzare gli Stati fragili rafforzando gli attori non statali.

Arabia Saudita riallinea le proprie alleanze

In questo contesto, l’Arabia Saudita ha iniziato a riallineare le proprie alleanze, aprendo canali di coordinamento per la sicurezza con Egitto e Somalia, mentre Mogadiscio ha adottato misure per annullare gli accordi di difesa con gli Emirati Arabi Uniti. I dati di tracciamento dei voli hanno inoltre rivelato che i voli sospettati di trasportare rifornimenti ai delegati di Abu Dhabi in Africa vengono dirottati per evitare lo spazio aereo saudita ed egiziano, a indicare che il confronto si è intensificato a un livello non dichiarato ma efficace.

Anche i media sono diventati un’arena di conflitto. Le campagne reciproche e le accuse esplicite di finanziamento di attività ostili o di coinvolgimento in operazioni segrete riflettono l’entità della frattura. L’Arabia Saudita non nasconde più l’accusa secondo cui gli Emirati Arabi Uniti stanno minacciando la sua sicurezza nazionale, mentre Abu Dhabi ritiene che Riad stia agendo per un senso tardivo di perdita del suo ruolo di leadership dopo che uno Stato più piccolo è riuscito a costruire influenza regionale.

Ciò che sta accadendo è una ridefinizione delle regole di influenza nel Golfo e nella regione circostante. L’Arabia Saudita opera ora dalla posizione di uno Stato centrale che cerca di controllare la propria sfera di influenza circostante e di impedire la formazione di potenze parallele, mentre gli Emirati Arabi Uniti continuano a fare affidamento su un modello di influenza basato su reti, attori locali e investimenti in sicurezza ed economia. Tra questi due modelli, lo Yemen e il Mar Rosso rappresentano un banco di prova per una nuova equazione regionale, i cui confini definitivi e il potenziale costo del suo scontro rimangono incerti.

di Redazione

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