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Trump, un solo uomo al potere

Gli Stati Uniti nell’era Trump stanno vivendo una nuova fase di governo monocratico, in cui il processo decisionale politico è concentrato in una sola mano che controlla i centri di potere del Paese ed è in grado di orientare le posizioni pubbliche e interne e di plasmare le priorità di politica estera e interna in base ai propri interessi personali. Questa concentrazione di potere non si limita al solo potere esecutivo, ma si estende anche ai media, alle lobby economiche e persino alle posizioni della società civile, il che espone l’indipendenza dell’opinione pubblica e delle istituzioni per i diritti umani a esclusione o manipolazione.

Una delle manifestazioni più evidenti di questo dominio centralizzato si manifesta nell’affrontare questioni globali in cui vi è una chiara oppressione – la più evidente delle quali oggi è ciò che sta accadendo al popolo palestinese di Gaza, sottoposto a sterminio. Eppure, i movimenti per i diritti civili, un tempo simbolo della lotta contro la discriminazione negli Stati Uniti, ora sembrano silenziosi di fronte alle violazioni dei diritti in varie regioni, soprattutto nel mondo arabo e palestinese.

Molti degli stessi attivisti che hanno alzato la voce contro l’apartheid in Sudafrica e sostenuto i diritti dei neri in America, non sono più in grado di opporsi agli interessi economici e politici che orientano le posizioni delle istituzioni centrali. Alcuni di loro sono stati comprati o istigati con l’aiuto di ingenti finanziamenti da parte di organizzazioni affiliate a Israele, il che evidenzia come il governo di un solo uomo crei un doppio divario nelle definizioni morali e indirizzi le posizioni in base alle sue esigenze.

Potere e interessi personali

Allo stesso modo, la concentrazione del potere nelle mani di una sola persona consente di riorganizzare le priorità in base agli interessi diretti di un governante, spesso a scapito della giustizia e dei principi generali. Nell’era Trump, questo si è chiaramente espresso in politica estera, quando l’amministrazione ha ignorato questioni importanti o ha dato priorità a interessi economici e strategici a breve termine. Il vero pericolo in un simile modello non è solo all’interno dell’America, ma anche sulla scena internazionale, quando le posizioni degli Stati Uniti diventano instabili e dipendenti dalla personalità del presidente e dalla sua situazione politica, più che da valori o principi giuridici.

Gli esempi sono molteplici: il silenzio di molti movimenti che in passato hanno rivendicato a gran voce i diritti umani di fronte alle ingiustizie in Palestina indica il grado di sottomissione agli equilibri politici ed economici piuttosto che ai valori umanitari. Allo stesso modo, i media americani, che in precedenza erano concepiti come uno strumento di critica al governo, sono diventati in molti casi uno specchio che rafforza l’immagine del governante unico e orienta l’opinione pubblica in base alla sua strategia – così che se quel governante dichiarava che le imbarcazioni venezuelane stavano contrabbandando droga e quindi andavano attaccate, questo diventava un fatto indiscutibile. In questo modo, si crea un ambiente ostile alla libera critica e si riduce la capacità delle istituzioni di influenzare il processo decisionale.

Il ritorno di Trump alla Casa Bianca

Le conseguenze del governo di un solo uomo sono evidenti anche nella società civile: organizzazioni e individui che lavorano per i diritti delle minoranze o sostengono lotte giuste in tutto il mondo si trovano ad affrontare ostacoli economici e politici, sia direttamente che attraverso la pressione di lobbisti e capitalisti. Questo crea un doppio standard: un ampio sostegno per alcune lotte e un disprezzo pressoché totale per altre, a seconda di ciò che serve al governo.

Con il ritorno di Trump alla Casa Bianca, possiamo aspettarci che questo fenomeno peggiori. La concentrazione del potere implica che le decisioni cruciali, sia a livello nazionale che internazionale, saranno prese secondo la sua visione personale, e non secondo un equilibrio istituzionale indipendente. Questa situazione pone gravi sfide alla società civile e indebolisce l’indipendenza dei media e delle istituzioni per i diritti umani. In tale realtà, vigilanza critica e responsabilità legale e politica sono condizioni necessarie per evitare che il governo di un singolo uomo diventi uno strumento distruttivo contro i diritti e i principi generali.

La concentrazione del potere nelle mani di un uomo che desidera il potere e i suoi benefici non solo cambia il modo in cui vengono prese le decisioni, ma rimodella anche la percezione della società stessa, sottoponendo le politiche pubbliche a ristretti interessi personali. L’America, che per anni è stata considerata il simbolo della “democrazia” e di istituzioni forti, sta ora affrontando l’erosione della sua immagine, sotto il governo di un solo uomo.

di Redazione

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