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Iran, fallita operazione Cia e Mossad per innescare “rivoluzione colorata”

L’ex funzionario della Cia e analista di intelligence, Larry Johnson, in un articolo pubblicato su SONAR21, descrive i recenti disordini nella Repubblica Islamica come un tentativo fallito del Mossad e della Cia di fomentare una “rivoluzione colorata” in Iran. Ritiene che le promesse di Trump di adottare misure per sostenere i disordini in Iran siano più retorica che azione.

È importante sottolineare che Larry Johnson ha ricoperto in precedenza la carica di vicedirettore dell’Ufficio antiterrorismo del Dipartimento di Stato e ha trascorso 24 anni ad addestrare le forze speciali militari statunitensi, il che gli ha consentito di avere una rara visione privilegiata di come funzionano realmente l’intelligence e le operazioni segrete degli Stati Uniti.

Il piano della Central Intelligence Agency (Cia) e del Mossad di scatenare una “rivoluzione colorata” in Iran, che aveva attirato l’attenzione mondiale e scatenato un’ondata di propaganda che descriveva le proteste iraniane come un movimento popolare inarrestabile e travolgente, è fallito.

Sì, simboliche proteste sono ancora in corso in alcune parti del Paese, ma le forze di sicurezza iraniane sono riuscite a riportare la calma nelle strade. Le stime delle vittime sono molto diverse, vanno da centinaia a migliaia di morti. I funzionari iraniani hanno annunciato che i presunti leader (mercenari) dei movimenti di protesta saranno giustiziati pubblicamente nei prossimi giorni.

Sebbene Trump prometta ora di provare ad aiutare i manifestanti, le sue promesse sembrano più retorica che azione. Secondo diverse fonti a conoscenza dei dettagli delle discussioni degli ultimi giorni, si prevede che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aiuterà gli iraniani che protestano in tutto il Paese contro la Repubblica Islamica.

Nuovo attacco americano?

Lo spettro spazia da un’opzione militare, vale a dire dirigere attacchi contro obiettivi iraniani, al supporto informatico contro il governo, fino alla fornitura di sistemi Starlink per assistere i manifestanti. In tutto questo gioco perverso della propaganda, l’amministrazione Trump sa bene che l’Iran non sta crollando.

Tuttavia, il quotidiano britannico The Telegraph ha abbassato le aspettative riguardo all’imminente azione militare. I media statunitensi hanno riferito che i funzionari hanno presentato a Trump una serie di opzioni non letali, tra cui amplificare le critiche antigovernative online e schierare armi informatiche segrete contro siti militari e civili iraniani.

I leader della regione hanno informato i funzionari che è necessario “rafforzare le posizioni delle truppe statunitensi e i preparativi difensivi” prima di effettuare qualsiasi attacco militare contro le forze di sicurezza iraniane.

Mentre i canali della Cia continuano a fornire ai media occidentali resoconti di proteste in città come Mashhad, la realtà sul campo è completamente diversa.

Quali sono gli indicatori che indicano che gli Stati Uniti attaccheranno l’Iran?

Gli Stati Uniti dovrebbero avere almeno un gruppo di portaerei nella regione, diversi squadroni di caccia/bombardieri, insieme alla fortificazione o all’evacuazione delle basi militari americane nella regione. Finora non ci sono prove di attività di questo tipo.

di Redazione

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