Iran, il teorema è sempre lo stesso
Iran – Le proteste sono una componente naturale e fondamentale di ogni società i cui cittadini hanno a cuore il proprio futuro e credono di poterlo influenzare. Spesso, questi eventi rivelano un chiaro doppio standard: le assemblee pacifiche vengono elogiate come espressione democratica in un contesto, ma vengono attentamente esaminate e strumentalizzate quando si verificano all’interno di una nazione osteggiata dagli interessi occidentali e israeliani. Mentre le lamentele interne vengono affrontate attraverso i canali ufficiali e il dibattito pubblico in Iran, attori esterni lavorano attivamente per distorcere, intensificare e strumentalizzare il malcontento civile, non in solidarietà con il popolo iraniano, ma nel perseguimento dei propri obiettivi geopolitici.
In tutto questo, i media occidentali sono tutti allineati e coperti alla narrazione “ufficiale”, gentilmente servita dai vari uffici media dei servizi segreti occidentali e israeliani. In Occidente, i giornali non si vergognano di propinare false notizie costruite ad arte per presentare una realtà che non esiste, facendo passare spesso, le vittime come carnefici e viceversa.
Il popolo iraniano, non gli agenti provocatori, non è sceso in strada per la libertà o per i diritti della donna: è sceso in strada per protestare contro l’ennesima svalutazione del rial e contro la miseria a cui il Paese è stato costretto da oltre 47 anni di aggressioni, tentati golpe, boicottaggi, massacri e sanzioni.
Perché l’Iran o il Venezuela
L’Iran è un Paese molto ricco di materie prime, ora è ridotto in miseria; la sua classe media è stata spazzata via, quasi interamente ridotta in povertà, e i poveri di prima ora sono sempre più poveri.
Finiamola con il falso mito della libertà occidentale o del rispetto dei diritti umani. Chi siamo noi per decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato? Le manifestazioni di piazza in Iran sono organizzate e fomentate dai servizi segreti occidentali e israeliani, come è accaduto in tutte le cosiddette “Primavere arabe”, tutte preparate a tavolino e telecomandate. Il teorema è sempre lo stesso: destabilizzare i governi non allineati ai dettami di Usa e Israele, frammentare il Paese per poi metterci le mani sopra e saccheggiarlo. Purtroppo, sono ancora in tanti che, nonostante gli infiniti esempi storici, abboccano ancora a questo teorema criminale.
di Redazione



